Creare un percorso per un navigatore Garmin

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Quando abbiamo preso il navigatore per la moto, un Garmin Zumo 395, pensavo di riuscire a creare un percorso senza troppe difficoltà e invece….

Premetto che ci sono diverse tecniche per arrivare allo stesso risultato, quello che andrò a spiegare, è il metodo che ho utilizzato io e sicuramente sarà migliorato nel tempo.

I software utilizzati sono stati:

Google maps:

Per la creazione dei percorsi, lo trovo molto pratico e veloce. La mia solita procedura, una volta definite le tappe da visitare, è aggiungerle tutte alla mappa. Poichè in moto cerchiamo sempre di evitare le autostrade, se non per i trasferimenti lunghi, come l’andata e il ritorno, inizio con il creare 3 mappe principali.

  • L’andata
  • Il tour vero e proprio
  • Il ritorno

Per l’andata e il ritorno, lascio abilitate le autostrade e le strade a pedaggio

Il tour vero e proprio lo gestisco sempre con la disabilitazione delle autostrade e strade a pedaggio. Siamo in moto no? Quindi si va solo per strade normali e ci si gode il panorama!

Nota: Un limite di google maps che ho incontrato nella preparazione del viaggio in Austria, è nella scelta di passi montani ancora chiusi nel momento in cui cercavo di selezionare una strada. L’alternativa in quei casi, è stato limitare il percorso a 2 tappe, in quel modo, google maps permette di selezionare la data e l’orario di partenza. Bisognerà quindi selezionare un periodo ed eventualmente anche un orario in cui la strada sarà transitabile. Probabilmente questo problema può essere superato con l’utilizzo di Google Earth ma non avendo ancora avuto il tempo di provare, non posso confermarlo.

Quando si effettua un drag&drop (si clicca in un punto e si trascina) del percorso per effettuare un giro magari più tortuoso, cerco sempre di controllare con Street View se la strada è asfaltata. Sembrerà una cosa stupida ma è successo che selezionando una strada, ci siamo ritrovati su uno sterrato che saliva in montagna (l’abbiamo poi evitato). Quasi tutte le strade austriache non hanno le foto di Street View e quindi siam rimasti fregati 😀

Divisione del percorso in tappe

Quando tutto il percorso è completo e il numero di giorni è definito, si deve passare alla definizione delle tappe.

Le tappe noi le definiamo secondo semplici parametri:

  • La partenza e il ritorno, se distante dalla zona di nostro interesse, cerchiamo di farla il prima possibile anche in autostrada
  • Cosa vogliamo visitare e quanto tempo pensiamo di fermarci
  • Percorso sempre inferiore ai 450 Km (non per l’andata e ritorno)
  • Alternare tappe lunghe e stancanti a tappe più semplici e riposanti

Nel nostro caso, sappiamo che più di 400 Km su strade di montagna iniziano a diventare pesanti. Quindi cerchiamo sempre di alternare una tappa lunga con almeno una o due più corte, anche in base alle cose da vedere o posti da visitare.

Nel nostro viaggio nelle gole del Verdon, abbiamo per esempio programmato una semplice tappa da 70Km, questo perchè abbiamo inserito un giro in canoa e una sosta in spiaggia a prendere il sole. Il viaggio per noi, è principalmente andare in moto ma anche visitare città, musei e soprattutto belle immerse nella natura.

Per ogni giorno, dividiamo la mappa con google maps rimuovendo le autostrade e le strade a pedaggio. Bisogna poi salvare il link breve fornito da google maps per la condivisione con altre persone.

Il passaggio successivo è la conversione dalla mappa generata su Google Maps (link breve), in formato GPX, compatibile quindi con il dispositivo Garmin.

Aprire il browser e collegarsi al sito www.gpsvisualizer.com/convert_input .Da qualche mese, per effettuare la conversione è necessaria l’iscrizione ad un programma online di Google, per utilizzare le sue API. Sul sito di conversione, è presente una guida dettagliata su come iscriversi e come configurare il servizio.

Noi ci limiteremo a compilare alcuni campi.
Alcuni sono essenziali, come quello delle Google API, altri risultano utili per la conversione, per esempio il GPX/CSV routepoints.
Proprio questo campo, è essenziale non lasciare l’impostazione di default. Se non viene modificata, il file GPX conterrà migliaia di waypoint, ingestibili poi dal navigatore che andrà in errore durante la lettura del file.
Consiglio di perderci qualche minuto e fare delle prove diverse, in questo modo avrete ben chiaro a cosa servono tutte quelle impostazioni.

Argomenti da sviluppare:

  • Caricamento gpx in Base Camp
  • Caricamento percorso nel navigatore

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