Patagonia – Dicembre 2022

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Giorno 13 – 20 dicembre
Parco del Paine

All’interno dell’albergo c’è un piccolo negozietto che vende capi in lana, era da giorni che Elena puntava ad un maglione in lana di alpaca (abbiamo chiesto per la lana di guanaco ma ci hanno detto che è molto difficile da prendere senza far male all’animale, decisamente più selvatico e veloce di una pecora, per questo è molto rara), e alla fine, prima di lasciare l’albergo, ha capito che non poteva lasciarlo lì!

Partiamo per le 9.00, dopo un appurato conteggio tra km da fare, serbatoio della macchina e benzinai, anche grazie ai suggerimenti dell’agenzia e del noleggiatore!

Una volta usciti da Calafate la strada si fa dritta, attorno a noi solo la steppa e a farci compagnia guanacos, pecore e struzzi! Bisogna anche prestare molta attenzione perchè, soprattutto i guanacos, attraversano spesso la strada e non scappano neppure così velocemente (anzi, ti guardano proprio con aria di sfida).

Arrivati al primo incrocio evitiamo di proseguire sulla 40 e ci spostiamo sulla 5, verso La Esperanza, per due motivi:

  • la 40 diventa sterrata e ce l’hanno sconsigliata tutti, sia perchè spesso in cattive condizioni, sia perchè non passa mai nessuno, quindi in caso di problemi col mezzo non sarebbe così facile essere soccorsi (linea telefonica non pervenuta per tutto il viaggio, ogni tanto ci sono dei totem lungo la strada, dei pali alti e gialli, per poter dare l’SOS)
  • Ultimo distributore certo è a La Esperanza

Dopo un centinaio di chilometri arriviamo a La Esperanza, pensavamo fosse una piccola cittadina invece a parte questa sorta di “autgrill” c’è qualche casa sparsa, che appare disabitata…probabilmente vivono lì quelli che lavorano al distributore 😀

Fatto il pieno ripartiamo, incrociamo tanti ciclisti, spesso da soli e ci chiediamo…ma dove vanno??? Ci sono distanze che già sono lunghe da percorrere in auto, senza contare che c’è anche spesso un forte vento di cui tener conto…complimenti! Arrivati a Tapi Aike, un paesello con due case e una “stazione” di polizia (dove si ricongiunge la 40 che abbiamo deciso di non prendere), troviamo un vecchio distributore aperto, di quelli con tutti gli adesivi di chi è passato di lì attaccati sopra, e decidiamo di fermarci di nuovo, così da essere tranquilli di non aver più problemi. Il proprietario ci fa cenno di attendere, deve accendere prima la pompa e poi ci serve! Non mi sarei stupida di trovare quelle fontane in cui bisogna tirare su e giù la leva per avere acqua!

Proseguiamo fino a prendere l’incrocio che ci porta in Cile! Immediatamente il paesaggio cambia, cambiano i colori che dal marroncino si fanno accesi, erba verde, fiori gialli…ad un certo punto incrociamo un caseggiato, ci sembra la frontiera ma non c’è alcun segnale di fermarsi, fortunatamente decidiamo di andare a chiedere e si, eravamo dalla dogana argentina e dovevamo espletare tutta la documentazione, sia per noi, sia per la macchina!

Ci rimettiamo in macchina fino alla frontiera cilena. Qui le cose si fanno più lunghe, sia perchè sono più puntigliosi, tante cose non si possono portare all’interno del Paese, come miele, cibi aperti, oggetti artigianali in legno ecc…sia perchè troviamo ben due pullman davanti a noi! Alla fine noi non siamo stati praticamente controllati, passiamo la sbarra e facciamo sosta in una sorta di bar/souvenir/cambio e ci rendiamo subito conto che i prezzo non sono per niente bassi! Cambiamo qualche euro e ripartiamo, sempre su strade dritte, dritte…e ancora ditte! Stanno facendo tantissimi lavori in questa zona, c’è un dispiegamento di mezzi immenso per asfaltare km e km di strade! Noi invece ci dobbiamo accontentare della sterrata che corre di fianco! Da lontano iniziamo a vedere quelle che sembrano essere le Torri del Paine ma svaniscono presto dalla nostra vista, in compenso arriviamo all’ingresso del parco, ci controllano i biglietti e finalmente ci siamo!! Fin da subito ci rendiamo conto di quanto sia magnifico questo posto, tanto verde, laghi con colori magnifici, pareti di roccia imponenti…facciamo sosta in qualche punto panoramico e poi ci fermiamo per la cascata Salto Grande. Obbiettivamente non è tutto questo “salto grande” ma merita assolutamente!

Poco dopo troviamo l’Hotel Peohè e restiamo subito affasciati da questa piccola isoletta, con davanti montagne mozzafiato e una passerella di legno per poterla raggiungere, davvero caratteristica (e instabile :D), soprattutto se devi trascinarci sopra anche i trolley! La camera è vista lago, molto semplice e spartana ma com’è giusto che sia in posto simile, la doccia si può fare solo la sera e il wifi è solo nella sala della cena/colazione. Quest’ultima cosa forse è solo la più scomoda perchè la sera spesso noi, oltre a mandare qualche foto e salutare amici e parenti, cerchiamo informazioni per i giorni successivi, però in fondo fa anche parte del luogo in cui si è e ci si adatta! Abbiamo ancora un po’ di tempo prima di cena e decidiamo di riprendere l’auto per andare a vedere il lago Grey. Prima ci infialiamo in un albergo, poi finalmente riusciamo ad arrivare al lago, ma non è così immediato. Dobbiamo camminare parecchio, ad un certo punto usciamo dal bosco e sembra di essere in spiaggia, ci avviciniamo e sia apre il lago davanti a noi, che effettivamente è proprio grigio! Purtroppo inizia a farsi tardi e non riusciamo a raggiungere la sponda dal lato opposto, da cui forse avremmo visto la lingua di ghiacciaio, ma troviamo un tronco di legno e ci facciamo il nostro aperitivo con patatine e bibite prese in un bar all’inizio del sentiero…avevamo bisogno di una pausa!

Rientriamo in albergo in tempo per la cena, hanno menu fisso in cui si può scegliere tra due antipasti, due piatti principali e due dolci. All’inizio eravamo un po’ preoccupati di questa poca scelta ma abbiamo mangiato bene!

Inutile dire che siamo crollati in camera, altro che wifi 😀

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