Monte Thabor – Col des Mèandes

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Mentre Elena se la spassa in vacanza con le amiche, io sono indeciso se poltrire a casa oppure alzarmi dal divano e andare in montagna al fresco.

Dopo un po’ di indecisione, sia sul da farsi che sull’eventuale meta, trovo delle belle foto del monte Thabor e della sua vetta, 3178mt. Il giro è ad anello e le aspettative sono di circa 20Km. Il percorso è sicuramente impegnativo sia come lunghezza che come dislivello, decido però di prepararmi lo zaino e mettere la sveglia presto.

Alle 4:30 come da programma, il cellulare inizia a suonare la sua melodia malefica, odio le sveglie! Lento come una lumaca mi alzo e finisco di prepararmi. Ricontrollo le previsioni meteo e butto un occhio sullo 0 termico, era sagnalato sotto i 3000mt, per questo motivo, metto nello zaino anche un pile in più, non si sa mai!

Alle 5:00 sono già in macchina, direzione Baronecchia, Valle Stretta!

Ho optato di partire all’alba per evitare rischi nel caso mi fossi fermato più del dovuto.

Superata Bardonecchia e Melezet, si gira a destra e dopo qualche chilometro di salita, si giunge ad un parcheggio dove bisogna lasciare la macchina. Da questo punto la strada si interrompe e la valle si apre davanti a me.

Il termometro della macchina segna 4°C, son felice di aver preso il pile e lo indosso a tempo zero insieme al piumino. Alle 7:30 inizio il cammino verso la vetta del monte Thabor, già sapendo che non la raggiungerò.

Dal parcheggio, guardando in alto verso sinistra, si vede la vetta e la capannina che avrei voluto raggiungere. Grazie al cielo sereno e limpido, si intravede una macchietta nera, circondata da un nevaio. Anche se un po’ sconfortato, decido di avviarmi, con la speranza di raggiungere il punto più alto del mio trekking ed iniziare la via del rientro dalla seconda valle.

Il cammino inizia semplice, si passa vicino ai rifugi “3° Alpini” e i “Re Magi” dove vedo una grassa marmotta correre ed infilarsi sotto un casolare, subito dopo inizia il sentiero sterrato in falso piano (ovviamente salita) che ci indirizza nella valle.

Dopo circa una mezzoretta di cammino, mi appresto ad affrontare la prima salita vera e propria. Da dietro i monti sta per spuntare il sole e mentre sto effettuando una breve ripresa con la GoPro, dal boschetto di fronte a me, scorgo una sagoma, non ho capito se era un capriolo o un cerbiatto… in ogni caso è stato, sfortunatamente, l’ultimo grande animale avvistato sul tragitto (a parte diverse marmotte).

Al termine di questo tratto, si arriva ad un altare con la madonnina dove si può iniziare ad ammirare la valle da una prospettiva molto più interessante.

Prima di ripartire mi tolgo guanti e piumino. Tra il sole ormai al di sopra delle montagne e la salita, la temperatura è decisamente più alta rispetto alla partenza. Il pile e il berretto preferisco ancora tenerli perchè c’è un po’ di vento, di quello pungente che ti frega non appena ti spogli.

Riparto puntando la vetta, da qua il sentiero sale costante e senza una pendenza esagerata. Cerco di rimanere costante con il passo ma essendo la prima volta da solo, sbaglio ritmo e mi stanco troppo in fretta.

Arrivato in una splendida piana, decido di fermarmi di nuovo per fare una colazione e fare qualche ripresa, sperando di riuscire a prendere qualche bello screenshot. Perchè fare video per poi prendere solo fermi immagini? Perchè sono una capra a riprendere e montando gli spezzoni che ho fatto, verrebbe il mal di mare a chiunque! 🙂

Zaino di nuovo in spalla si torna a camminare. L’aria torna ad essere fredda e il sole coperto da qualche nuvola. La vetta del monte Thabor non si vede più perchè circondata da nubi grige. Si riparte con un bello strappo abbastanza ripido, il sentiero non ha molte curve, quasi nessuna e sale dritto verso la vetta.

Controllo il GPS e sono a circa 100/150mt di dislivello dal punto di ritorno, in linea d’aria non so esattamente quantificare la distanza. Il problema è che davanti a me ho solamente neve e quindi mi fermo un attimo a pensare e valutare cos’è meglio e più sicuro. Continuare ed arrivare al punto di rientro o tornare indietro per la stessa strada?

Alle 10:30, con molta cautela e facendo un po’ di zig-zag per la neve scivolosa, arrivo dopo un’oretta al punto più alto del mio trekking, il Col des Mèandes.

Sono fisicamente stanco ma avrei continuato volentieri per i restanti 300mt di dislivello per raggiungere la cima! Essendo partito molto presto, avrei avuto tutto il tempo necessario per salire con calma, ammirare il paesaggio mangiando un panino e scendere verso la macchina. Invece per non rischiare di farmi del male, riprendo fiato, effettuo qualche ripresa ed inizio a discesa dal versante parallelo a quello dell’andata.

Il primo tratto è coperto di neve e devo fare attenzione a non scivolare. Non è impegnativo ma abbastanza ripido. In poco tempo sono al lago Peyron che è ancora quasi totalmente ricoperto da neve e ghiaccio.

La neve scompare per lasciare il posto al verde dell’erba e al grigio delle rocce. Il panorama, anche grazie alle nuvole che scorrono velocemente sulle cime delle montage, è magico e bellissimo.

Provo a riprendere con la GoPro nella speranza di riuscire ad estrarre qualcosa di decente e personalemente, penso di esserci riuscito!

Mi fermo per pranzo vicino ad un laghetto che offre l’ultimo bel panorama sulla Valle Stretta. Subito dopo la conca, si scende per una strada ripida che in poca strada fa perdere diversi metri. Si arriva quindi in un boschetto che ci porta in breve tempo alla via percosa all’andata.

Alle 15:00 circa arrivo alla macchina. Nell’ultimo tratto ho incontrato parecchie persone di tutte le età che hanno effettuato camminate nei dintorni dei rifugi. Non è un problema in un periodo normale ma in questo particolare momento, causa Covid-19, si cerca di stare a distanza da chiunque.

In definitva posso dire che il trekking mi è piaciuto veramente molto anche se non sono riuscito a raggiungere la vetta e l’obiettivo che mi ero prefissato. Ho comunque ammirato una valle molto bella che non conoscevo e completato la mia prima escursione in solitaria.

Bonus della giornata, l’unico video che è venuto decente!

Dati del trekking

Distanza percorsa: 16.63 Km


Durata trekking: 6:06 ore


Dislivello +: 1022 metri
Dislivello -: 1022 metri

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